domenica 29 aprile 2018


Greenpeace alla Bicifestazione: «Ridurre il numero di auto, l’unico modo per avere aria più pulita e salvare il clima»


Greenpeace aderisce e invita tutti a partecipare alla Bicifestazione, la grande manifestazione che si terrà questo sabato a Roma – a partire dalle ore 16, in Via dei Fori Imperiali – e che vedrà il mondo della bicicletta e della mobilità sostenibile manifestare per chiedere una profonda trasformazione nelle nostre città. «Trasformare la mobilità non è e non sarà solo questione di combustibili. Dobbiamo cominciare a ridurre immediatamente il numero di veicoli privati, specie nel nostro Paese che ha un tasso di motorizzazione elevatissimo», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Trasporti di Greenpeace Italia. «Il traguardo a cui puntare è una “rivoluzione urbana”. Le città devono diventare rapidamente luoghi dove passeggiare e pedalare in sicurezza e con facilità; in cui la mobilità condivisa sia un sistema intelligente ed elettrico di connessione del bisogno e del diritto di mobilità di tutti; in cui il trasporto pubblico sia efficiente, non inquinante, economico, preferibile al mezzo privato». L’organizzazione ambientalista, con la sua campagna CleanAirNow, sia in Italia che in Europa chiede da mesi ai sindaci delle maggiori città di indicare delle “date di scadenza” per i veicoli “fossili”, a cominciare dai diesel: un termine ultimo oltre il quale non sarà più consentito ai veicoli inquinanti circolare sulle nostre strade. Per promuovere una vera decarbonizzazione nel settore dei trasporti e proteggere la nostra salute, l’ambiente e il clima. Sono già molte le città – Parigi, Madrid, Atene, Stoccarda e di recente anche Roma – che in Europa hanno previsto delle date oltre le quali i veicoli diesel, i più dannosi per la salute umana, non saranno più ammessi alla circolazione; altre stanno programmando, entro il 2030, la fuoriuscita dalla mobilità fossile, quindi il definitivo superamento del ‘motore a combustione interna’. La mobilità elettrica, che già oggi sta conquistando molti mercati nel mondo, potrà divenire in futuro un sistema dei trasporti largamente rinnovabile, abbattendo drasticamente le emissioni di gas serra e di altri inquinanti, ma tuttavia, non basterà per salvare il clima. Se gli attuali tassi demografici e di espansione delle città verranno confermati, una mobilità basata sul possesso dell’auto privata segnerà comunque la sconfitta di ogni battaglia per la difesa del clima. E questo anche nell’ipotesi in cui ogni mezzo fosse a “emissioni zero”: basterebbe continuare a costruire strade, ponti, parcheggi e ogni altra infrastruttura di servizio alla mobilità privata, nelle dimensioni in cui è prevista la sua espansione, per sforare in ogni caso il limite dei 2 gradi centigradi. Greenpeace ritiene che, sul modello di Roma, i centri urbani maggiormente colpiti dalle emissioni di biossido di azoto (un inquinante che secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente è responsabile in Italia di 17.000 morti premature l’anno) debbano cominciare a indicare una data oltre la quale non sarà più consentito, ai veicoli diesel, di circolare sulle nostre strade. Questo, secondo l’organizzazione ambientalista, è il passo più urgente da intraprendere.

 

Redazione

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