lunedì 12 febbraio 2018


Carnevale di Venezia: tra palazzi, teatri e musei, un viaggio alla scoperta del patrimonio storico artistico della Serenissima


Si entra nel clou del Carnevale di Venezia e tutte le principali istituzioni culturali della città offrono un ricco carnet di spettacoli, concerti, rappresentazioni teatrali, mostre documentarie.

All’Archivio di Stato di Venezia la mostra documentaria Il gioco: ingegno, fortuna, agilità. Attraverso una selezione di documenti – dal XIV al XVIII secolo – conservati dall’Archivio, esposti in originale nelle bacheche all’interno dell’Aula di paleografia e riprodotti in digitale in un video creato per l’occasione, si traccia un percorso che rievoca alcuni momenti di gioco di quella che era la civitas ludens veneziana. Il gioco delle carte, le lotterie, i giochi negli spazi pubblici, il gioco vietato che diventa oggetto di accusa e che non può non coinvolgere personaggi mondani quali Giacomo Casanova. Orario 10-13. Alla Fondazione Querini Stampalia, si gioca con il cinema.  Imbranataggine, timidezza, sfortuna, voglia di farcela, sono questi gli elementi che caratterizzano i personaggi creati da alcuni dei più grandi attori comici del cinema americano, come Harold Lloyd, ne The Freshman (Lui e la palla o Viva lo sport) che rivive, ore 16.30, nella proiezione accompagnata dalle musiche dal vivo di Ulisse Trabacchin nel ciclo Play & Replay a cura di Fabbrica del Vedere e Archivio Carlo Montanaro. Visite guidate, dalle 14.30 alle 16.00, del Palazzetto Bru Zane. Situato nel quartiere San Polo, vicino alla Basilica dei Frari, il casino Zane, costruito tra il 1695 e il 1697, è stato per un secolo il luogo di svago della famiglia Zane. L’architetto Antonio Gaspari, proveniente dalla bottega di Longhena, fu incaricato di progettare il casino in tutta libertà e, quando morì, il suo assistente Domenico Rossi proseguì i lavori, assistito da artisti famosi. La sistemazione dell’interno, riccamente decorato, è attribuita al celebre stuccatore Abbondio Stazio e alla bottega dello scultore Andrea Brustolon. Quest’ultimo, in particolare, ha inciso la balaustra di legno che si affaccia sulla sala da ballo. Gli affreschi sono stati recentemente attribuiti a Sebastiano Ricci. Alla Peggy Guggenheim Collection, visite guidate gratuite su vari temi: – 11.00, Giocare ad artem, – 12.00 Peggy Guggenheim, collezionista e mecenate, – 15.30 Marino Marini. Passioni visive, – 16.00 Peggy Guggenheim, collezionista e mecenate, – 17.00 Giocare ad artem. Spettacoli di burattini nel Foyer del Teatro Goldoni, ore 16.00, con “Un’allegra Arlecchinata”.  All’inizio entra in scena un Arlecchino in carne ed ossa che coinvolge il pubblico con la sua missione: la bollatura della lettera. Da qui l’azione si sposta dentro al teatrino dove, Arlecchino burattino alle prese con la sua atavica fame, è protagonista di sempre nuove avventure: l’inseguimento del cuscino fantasma, l’incontro con Colombina, la dichiarazione interrotta, la lotta col mostro Puzzone per liberare la bella, il bacio che lo farà svenire e la fame che sarà alfine saziata. Tra inseguimenti, amori, dichiarazioni, bastonate e equivoci il divertimento è assicurato. Da non perdere a Palazzo GrimaniLa Venexiana. Frutto della straordinaria collaborazione di Ve.La Spa con il Teatro Stabile del Veneto e il Polo Museale del Veneto, è un testo classico del teatro cinquecentesco per la nuova regia di Giuseppe Emiliani con i costumi del maestro Stefano Nicolao. Una analisi psicologica delle donne viste come soggetto, e non oggetto, del desiderio erotico, che prenderà forme inconsuete e itineranti, insieme ai visitatori, nelle varie stanze del coevo piano nobile in cui si sviluppa la drammatizzazione.  È un ritratto realistico della forza della passione amorosa che, se sfugge alla ragione, divien febbre travolgente. L’arditezza delle situazioni e del linguaggio, la tonalità piccante della vicenda, offrono uno spaccato veristico della Venezia cinquecentesca, erotica ed edonistica. Lo spettacolo si terrà fino al 18 febbraio – ore 19.30 (escluso lunedì) / 17 febbraio – 20.30. Biglietto unico 12 euro. Al Teatro La Fenice, ore 19.00, Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini torna a calcare il palcoscenico del teatro veneziano nel felice allestimento firmato dal regista Bepi Morassi con le scene e i costumi di Lauro Crisman, le luci di Vilmo Furian e con la direzione musicale di Stefano Montanari. La vivace teatralissima messinscena, ormai un classico della Fondazione del Teatro La Fenice, viene riproposta come titolo inaugurale del Progetto Rossini, un focus di tre titoli nell’ambito della Stagione 2017 – 2018 per rendere omaggio al compositore pesarese nel centocinquantesimo anniversario della morte. Il carnevale è sempre stato un momento per i veneziani per sfoggiare il meglio della loro moda. La Piazza, i teatri, i saloni si riempivano di nobili che sfoggiavano i loro nuovi abiti arricchendoli con acconciature e maschere che rendevano ancora più esclusivo ciascun costume. Sul tema, a Palazzo Nani Bernardo, dalle 14.00 alle 17.00, la mostra “Storie di moda”, un’occasione unica per essere ospitati in un palazzo privato e vedere le riproduzioni di abiti storici realizzate da Francesco Briggi, gli stessi indossati dalle Marie, dai protagonisti del palco del carnevale e alla festa ufficiale del Carnevale di Venezia. “Venezia, una vita in maschera” è il tema della conferenza in programma all’Atelier Cà Macana (Dorsoduro 3172), ore 17.00. Un racconto sulle maschere tradizionali e sulla tecnica per realizzarle. Attenzione focalizzata sulla Bautta e la Moretta, due fra le più importanti nella vita della Serenissima. Con l’ausilio della proiezione di quadri celebri e stampe antiche verranno mostrate le maschere presenti ai tempi della Repubblica. In aggiunta previsto un excursus sul Medico della Peste, una delle maschere più conosciute e richieste dal pubblico. A Burano, Cinema Pio X, ore 11.00, Chiarastella Seravalle nei panni di Felicetta, accompagnata dai canti da battello suonati e cantati da Rachele Colombo, ci restituisce in modo sognante e a tratti ingenuo la quotidiana battaglia di una giovane tra Bergamo e Venezia, in ‘700 Pop. Spaccato di vita popolare con colonna sonora. La musica diventa una sorta di affresco che crea assieme ai testi teatrali (che sono risultato di una ricerca maturata nel corso degli anni) un’atmosfera, unica e inconfondibile dalla quale emergono modi di dire, e serenate e danze dell’epoca, argomenti cari e presenti anche nelle commedie di Carlo Goldoni.

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Redazione

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