venerdì 10 novembre 2017


Strategia Energetica Nazionale, Greenpeace: «Bene uscita dal carbone nel 2025, ma anziché puntare su gas occorrono più sforzi su rinnovabili ed efficienza»


Commentando la presentazione della Strategia Energetica Nazionale da parte del Presidente del Consiglio Gentiloni e dei ministri Calenda e Galletti, il direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio, dichiara: «La buona notizia è che in Italia non ci sarà più carbone a partire dal 2025 ed è positivo il fatto che sia stato rivisto al rialzo, anche se non abbastanza, l’obiettivo sulle rinnovabili elettriche. Ma non possiamo pensare di sostituire il carbone con il gas naturale: bisogna investire in smart grid, efficienza energetica e rinnovabili, per limitare al minimo indispensabile il ricorso al gas e la costruzione di nuove infrastrutture come gasdotti o rigassificatori, visto che questo andrebbe anche contro i dichiarati obiettivi di indipendenza energetica. Sul tema della mobilità attendiamo inoltre la definizione di strumenti chiari, non solo in sostegno alle auto elettriche, ma anche in favore di mobilità alternativa e condivisa». Secondo l’associazione ambientalista è importante che, contestualmente all’abbandono del carbone, si diano ai cittadini gli strumenti per diventare energy citizen, ovvero per autoprodurre energia e diventare consumatori consapevoli. Per chiedere azioni globali, in occasione della Cop23, questa notte Greenpeace ha proiettato in Germania un messaggio in diverse lingue per ricordare che non c’è nessun futuro nei combustibili fossili. In Italia, invece, l’organizzazione ambientalista ha lanciato oggi un tweet bombing, indirizzato proprio al Presidente del Consiglio Gentiloni e al ministro Calenda, per fare chiarezza sulla posizione del governo italiano sul cosiddetto “Winter package”, un pacchetto di misure in discussione in Ue che deciderà il futuro energetico del nostro continente fino al 2030. «In Europa l’Italia si dice favorevole al capacity payment, ossia al finanziamento con soldi pubblici di centrali a carbone e a gas, senza alcuna restrizione. Sul tema degli energy citizen invece la posizione del governo a Bruxelles è vaga e certamente non virtuosa, mentre la SEN si limita a citare il tema senza dare obiettivi. Inoltre, in Ue, siamo tra i Paesi che non vogliono definire obiettivi più ambiziosi per le rinnovabili, richiesti invece perfino da parte dell’industria elettrica, con Enel in testa. Tutto ciò appare ancor più incomprensibile per un Paese che giustamente ha annunciato l’abbandono del carbone e che dichiara di volersi impegnare a fondo per portare avanti l’Accordo di Parigi», conclude Onufrio.

Activists from Greenpeace and Pacific Island Represent send a message to leaders meeting at the UN climate talks in Bonn, COP23, projecting an image of faces from the Pacific Islands and around the world onto the cooling tower of a lignite power plant in Neurath. The message reads: “No future in fossil fuels!” and “#COP23”. The environmental activists call for an urgent phase-out of fossil fuels and put a spotlight on the impact the emissions from climate summit host nation Germany have on the Pacific.
Fuer mehr Gerechtigkeit beim Kampf gegen die Erderhitzung demonstrieren Aktivisten von Greenpeace und Betroffene aus der Pazifikregion gemeinsam am Braunkohlekraftwerk in Neurath. Auf die Kuehltuerme des Kraftwerks projizieren die Klimaschuetzer in Leuchtbuchstaben: „Kohle zerstoert unsere Zukunft“,
sowie die Portraits von Menschen aus aller Welt, die von Industriestaaten wie Deutschland mehr Engagement fordern.

Redazione

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