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mercoledì 25 febbraio 2015


“Swing di parole” – Primo appuntamento al BIANCO Jazz Bar di Ostia Lido con la presentazione di “Io e tu dobbiamo parlare” di Cristiana Morroni e Guido Oliva – Moderatrice Manuela Minelli


Primo appuntamento, di una lunga serie di appuntamenti che terminerà a Maggio, con la cultura e più precisamente con la letteratura al Bianco Jazz Bar di Ostia dal titolo “Swing di parole” organizzato e presentato dall’eclettica scrittrice e giornalista Manuela Minelli. Un vero e proprio salotto letterario che vedrà come protagonisti poeti, autori, scrittori dei vari generi di letteratura uniti da un amore comune: la scrittura. I protagonisti del primo appuntamento sono gli scrittori Cristiana Morroni e Guido Oliva che presentano il libro ‘Io e tu dobbiamo parlare’. ‘Io e tu dobbiamo parlare’ è un’anomalia, già a cominciare dal titolo. Non fraintendetemi, è un’anomalia nel senso “buono” del termine. Quel TU non deve essere inteso o percepito come un errore ortografico, al contrario, è voluto. Quel TU è perentorio, diretto, definitivo, quasi violento; indica un’esigenza, quasi un bisogno primario di cui non se ne può proprio fare a meno. Ecco, per me, quell’anomalia del titolo, continua, si perpetua, evolve e si avviluppa costantemente, in ogni pagina, mostrando sfaccettature sempre diverse. La personalità, quella più intima, difficile da esportare, da mettere a nudo, invece emerge, forse protetta dalla cristallina asetticità proposta dallo schermo di un computer. Due persone, una Donna ed un Uomo, con la loro vita, diversa, incasinata, convenzionale, tortuosa, persino perfida e maligna, si ritrovano, quasi per caso, si rincontrano a distanza di anni e si scoprono adulti, come se il tempo si fosse cristallizzato per un periodo indefinibile, e d’un tratto avesse compiuto un balzo in avanti, facendo scomparire nelle nebbie che popolano il passato, tutto il tempo trascorso. Due adulti maturi, consapevoli, navigati, smaliziati, incattiviti, segnati, ma non domi. La forza della narrazione sta proprio qui. Non essersi rassegnati, l’aver voluto, comunque, e nonostante tutto, continuare, proseguire. Se a questa “anomalia” di libro togliessero tutti gli “accessori”, copertine varie, prefazioni ed introduzioni, indice e quant’altro, e fosse consegnato al lettore il solo e puro testo contenuto, leggendolo si avrebbe, quasi sicuramente, l’impressione di leggere un romanzo; in realtà si tratta di un epistolario, una raccolta di scritti, di missive, alla maniera del giorno d’oggi, insomma delle email. Stupisce l’intensità, la potenza delle parole usate, anche queste dirette, affilate, non dicotomiche, con le quali gli autori “parlano”. Al di là dei contenuti, che ometto di proposito per non rovinarvi la lettura, questo libro mi ha incuriosita a cominciare dall’immagine riprodotta sulla copertina: un foglio di carta bianca, il classico A4, intonso. Qualcuno l’ha accartocciato, e probabilmente distrattamente gettato, per poi raccoglierlo, svolgerlo per recuperarlo. Quel foglio bianco, quella semplice, semplice ma non banale, immagine, a mio avviso riassume il senso stesso di quanto gli autori hanno racchiuso fra la prima e la quarta di copertina. In questo libro ci sono due anime a confronto, ma anche che si scontrano, c’è una convivenza “letteraria” che inizia, si contorce ed avviluppa gli autori senza mai scadere nel banale. Potrei anche descrivere gli autori, ma anche questo, forse, scioglierebbe quell’alone di pathos che invece preferisco lasciare inalterato. Sono due persone “normali” qualsiasi sia il significato vogliate attribuire a questo termine. Sono una Donna ed un Uomo come ne incontrate tanti al supermercato, in fila alle Poste, incolonnati nel traffico, colleghi d’ufficio; ecco sono proprio 2 Persone. La differenza fra le persone, e queste due Persone la fa il loro bisogno, il loro desiderio di comunicare, di ritrovarsi, di riscoprirsi scoprendosi, per poter comunicare al livello più basso, o più alto se preferite, il livello dove qualsiasi cosa venga detta (scritta in questo caso) viene ponderata, ma non per creare effetti scenici artificiosi, ma per aver la certezza che non possa essere fraintesa. In conclusione, un buon libro, una lettura interessante, un’introspezione nell’animo profondo di due persone che non provano vergogna nell’essere quello che sono.

PS: se cercate il lieto fine, beh, forse rimarrete a bocca asciutta perché questo epistolario, ad un certo punto si ferma, vuole mostrare l’anima, ma i sentimenti, quelli restano una cosa privata, e personalmente lo condivido.

 

Titolo: Io e tu dobbiamo parlare

Autore: Cristiana Morroni e Guido Oliva

Collana: L’Intrusa

Pagine: 188

Prezzo: 16 euro

ISBN: 978-88-6770-075-2

 

Michela Cossidente
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