martedì 17 aprile 2018


17 Aprile 1944: Il rastrellamento del Quadraro – Operazione Balena (in tedesco Unternehmen Walfisch), il 74° Anniversario


Rastrellamento del Quadraro

 Il rastrellamento del Quadraro, nome in codice operazione Balena (in tedesco Unternehmen Walfisch), fu un’operazione militare tedesca effettuata il 17 aprile del 1944 ai danni della popolazione del quartiere, situato alla periferia sud di Roma, durante la seconda guerra mondiale. Il quartiere popolare del Quadraro era noto come covo di partigiani, di renitenti alla leva, di sabotatori e di oppositori al regime. Le truppe tedesche dapprima assediarono il quartiere e, dopo un rastrellamento in cui vennero arrestate circa duemila persone, ne deportarono nei campi di concentramento in Germania almeno 683, come risulta dall’unico elenco attendibile dei deportati, all’epoca compilato dal parroco Don Gioacchino Rey. Di essi, sedici, risulteranno deceduti. Tale elenco, essendo stato compilato prima del ritorno in Italia dei deportati sopravvissuti è probabilmente incompleto: Marisa Musu ed Ennio Polito citano 744 deportati; Silverio Corvisieri 740; Enzo Piscitelli “almeno 800” e Robert Katz “circa 750” . Secondo la testimonianza di uno dei deportati, Sisto Quaranta , riportato anche da Sara Menafra, in: Il Quadraro libero e resistente, il numero complessivo ammonterebbe a 947. I tedeschi progettarono inizialmente l’eliminazione dei prigionieri, ripiegando successivamente sulla loro deportazione in Germania. Questi prigionieri, trasformati in “lavoratori volontari”, furono ricordati successivamente come “gli schiavi di Hitler”. L’episodio, a Roma, in quanto a dimensioni, è paragonabile al rastrellamento del Ghetto del 16 ottobre 1943, che comprese 1.259 arrestati, di cui 1.023 persone di religione ebraica, che furono avviate ad Auschwitz ma delle quali ne sopravvissero solo sedici.

Antefatto

Ciò che fece crescere la tensione nel rapporto tra la popolazione romana e gli occupanti fu, oltre che all’inasprimento dei metodi repressivi da parte delle truppe tedesche, la sempre più forte paura di una escalation della guerra con l’imminente arrivo degli alleati e la carenza di viveri, visto che i bombardamenti degli alleati avevano obbligato i tedeschi ad usare principalmente il trasporto su gomma per il trasporto della merce. Il 31 marzo fu presa una misura drastica per indebolire tutte quelle frange ribelli disseminate nelle periferie romane. Il comando tedesco anticipava l’ora del coprifuoco alle 16,00 agli abitanti dei quartieri Quadraro, Torpignattara, Centocelle e Quarticciolo. In effetti proprio in quel periodo il susseguirsi di sommosse e ribellioni da parte della popolazione romana, esasperata dalla propria condizione di vita, si verificò quasi all’ordine del giorno. Ma molto probabilmente la goccia che fece traboccare il vaso fu un clamoroso episodio avvenuto il 10 aprile in una trattoria di Cinecittà (la trattoria di Gigietto in via Calpurnio Fiamma). Nel pomeriggio del lunedì di Pasqua, Giuseppe Albano detto il “gobbo del Quarticciolo” assalì con la sua banda alcuni soldati tedeschi. Tre di questi vennero freddati a bruciapelo, provocando l’ira del comando tedesco a Roma.

L’operazione Balena

Il monumento ai caduti nel Parco XVII Aprile 1944

Kappler, deciso nel voler dare un’altra lezione al popolo romano, dopo quella delle fosse Ardeatine del 24 marzo, organizza, in tutta segretezza il piano Unternehmen Walfisch (in italiano Operazione Balena): un piano che prevedeva il rastrellamento, che verrà eseguito la mattina del 17 aprile, e la deportazione in Germania della popolazione del Quadraro, quartiere alle porte di Roma. Per portare a compimento l’operazione, Kappler impiegò un imponente schieramento di uomini e mezzi. Questo fu dovuto al fatto che le strade del Quadraro erano sicure per i suoi abitanti, al punto che vi si poteva circolare liberamente senza il timore di incontrare dei soldati tedeschi o qualche fascista, ma nessuno poteva essere sprovveduto da addentrarsi per quelle vie, che ad ogni angolo potevano nascondere un partigiano.

Il rastrellamento

Il 17 aprile, verso le 4 del mattino, le truppe tedesche circondarono l’intero quartiere, bloccando ogni via di accesso e di uscita. Successivamente i soldati, guidati da Kappler, coadiuvati dalla Gestapo, dalle SS e dalla Banda Koch, iniziarono le perquisizioni, passando al setaccio il quartiere casa per casa. Le circa 2000 persone rastrellate durante la mattinata (tutti uomini tra i diciannove e i cinquanta anni) furono portate al cinema Quadraro per essere schedati. Dopo ore di attesa, ammassati e trattati come bestie, vennero caricati su dei camion e portati a Cinecittà, per la selezione. Alcuni riuscirono a fuggire e molti tra gli scartati vennero arrestati. Il giorno stesso del rastrellamento i tedeschi resero pubblico il seguente comunicato intimidatorio:

« Avvertimento alla cittadinanza romana. La dura risposta germanica che, pur troppo, ha dovuto far seguito al delitto consumato in via Rasella, ha trovato evidentemente in alcuni ambienti poca comprensione. Nel lunedì di Pasqua, nuovamente, parecchi soldati germanici sono caduti alla periferia di Roma, vittime di assassini politici. Gli attentatori riuscivano a rifugiarsi, senza essere riconosciuti, nei loro nascondigli in un certo quartiere di Roma dove loro trovavano protezione verso i loro compagni comunisti. Il Comando superiore germanico è stato perciò costretto ad arrestare nel detto quartiere tutti i comunisti… La popolazione di Roma comprenderà queste misure. Essa potrà evitarle in avvenire partecipando attivamente alla lotta contro la delinquenza politica e informando il Comando superiore germanico… Chi si sottrae a questo obbligo si rende complice…. »

Secondo Claudio Fracassi, questo comunicato «rivelava nello stesso tempo l’impotenza e la rabbia degli occupanti, ormai isolati da una città che, come era nei propositi dei ribelli, stava rendendo loro la vita impossibile».

La deportazione

Le persone reclutate dopo la selezione effettuata furono divise in quattro gruppi e portate il giorno stesso con dei camion a Grottarossa. Da lì, in treno fino a Terni e pochi giorni dopo di nuovo trasferite al campo di transito di Fossoli (Carpi). L’esperienza di Fossoli, fu solo l’inizio di un lungo periodo di agonie e sofferenze: il 24 giugno, i rastrellati del Quadraro furono arruolati come “operai italiani volontari per la Germania” e deportati in Germania e in Polonia, costretti a lavorare nei campi di concentramento. Molti di loro non sopravvissero all’arrivo degli Americani. Dei deportati solo la metà tornò al Quadraro. Il 17 aprile 2004, il Municipio X di Roma, nel cui territorio ricade il Quadraro, è stato insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile.

Onorificenze

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d’oro al merito civile
«Centro dei più attivi e organizzati dell’antifascismo, il quartiere Quadraro fu teatro del più feroce rastrellamento da parte delle truppe naziste. L’operazione, scattata all’alba del 17 aprile 1944 e diretta personalmente dal maggiore Kappler, si concluse con la deportazione in Germania di circa un migliaio di uomini, tra i 18 e i 60 anni, costretti a lavorare nelle fabbriche in condizioni disumane. Molti di essi vennero uccisi nei campi di sterminio, altri, fuggiti per unirsi alle formazioni partigiane, caddero in combattimento. Fulgida testimonianza di resistenza all’oppressore ed ammirevole esempio di coraggio, di solidarietà e di amor patrio.»
— 17 aprile 1944/Quartiere Quadraro – Roma

Lo Spettacolo “Nido di Vespe” e il Videoappello

Nel 2010 è stato portato in scena per la prima volta, negli stessi luoghi del rastrellamento, uno spettacolo teatrale basato sulle testimonianze dei sopravvissuti: “Nido di Vespe” di Simona Orlandi, per la regia di Daniele Miglio. Molte delle testimonianze raccolte formano parte integrante dello spettacolo sotto forma di video. Lo spettacolo ha riscosso grande apprezzamento e viene da allora riproposto regolarmente, in particolare in occasione dell’anniversario.Nel 2013 è stato realizzato un videoappello per chiedere di menzionare il Rastrellamento del Quadraro nei libri di storia. L’appello, realizzato dall’Associazione Quadraro44 per la regia di Riccardo Russo, è stato sottoscritto da numerosi artisti e personaggi pubblici tra i quali Daniele Silvestri, Don Gallo, Fiorella Mannoia, Valerio Mastandrea, Diego Bianchi, Ascanio Celestini, Monica Guerritore, Giancarlo Ratti, Moni Ovadia, Peppe Servillo, Carlo De Ruggieri e il Trio Medusa.

Il Quadraro

Quadraro è la zona urbanistica 6C del Municipio Roma V (ex Municipio Roma VI) di Roma Capitale. Si estende sul quartiere Q. VIII Tuscolano.

Geografia fisica

Territorio

È disposta a cuneo fra via Casilina a nord, fino a via Orazio Pierozzi, e via del Mandrione a sud-ovest, fino alla Porta Furba.

La zona confina:

  • a nord con le zone urbanistiche 6A Torpignattara e 6B Casilino
  • a est con le zone urbanistiche 7G Centro Direzionale Centocelle e 10A Don Bosco
  • a sud con la zona urbanistica 10B Appio Claudio
  • a ovest con la zona urbanistica 9B Tuscolano Sud

Storia

Via dei Lentuli 1982

Le fonti conservate all’Archivio di Stato di Roma (per l’esattezza il Catasto Alessandrino) parlano di Quadraro già dal 1600, ma esso si riferiva genericamente alla zona che dalla Porta Furba si estendeva verso i Castelli Romani. In seguito, verso gli anni dieci – venti, iniziò la sua costruzione per come ancora oggi lo si può osservare. Con il toponimo Quadraro (derivazione del lemma latino Guadralis) si indicava, fino agli anni trenta circa, tutta la zona a sud-est di Roma che va da Porta Furba agli attuali stabilimenti di Cinecittà. Originariamente il toponimo si riferiva ad una antica tenuta di proprietà dei monaci dell’abbazia di Sant’Alessio all’Aventino, che l’avevano concessa in enfiteusi ad un certo Guatralis, dal quale, per corruzione, è disceso il nome Quadraro (fonte: Le strade di Roma, vol.5 Newton Compton Editori). Dopo la costruzione degli stabilimenti cinematografici la zona venne sempre più frequentemente indicata con il termine “Cinecittà”, e così il quartiere che sorse attorno. Con il toponimo Quadraro si indica oggi l’area dove sorge l’insediamento urbano più antico della zona, circoscritto dalle vie Tuscolana, Casilina e di Centocelle. Questo insediamento risale all’inizio del ‘900 ed era una lottizzazione piuttosto ben progettata che aveva prodotto una struttura urbanistica basata su villini di due, o al massimo tre, piani con attorno un’area verde di 2.000 2.500 m² circa. Assimilabile alla zona dei villini del Pigneto, anche se di natura più spontanea ed a quest’ultimo, precedente. Negli anni precedenti la seconda guerra mondiale, il Quadraro vide un’importante crescita. Considerato dal Governatorato di forte importanza per lo sviluppo della città verso i Castelli Romani, al Quadraro vennero realizzati due cinema, l’ufficio postale, la casa del fascio, un istituto per ciechi. Erano presenti inoltre molte osterie e trattorie spesso frequentate dagli attori e dalle maestranze della nuova città del cinema.

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Source : Wikipedia

Redazione

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